Sant’Elia Profeta

SANT’ELIA PROFETA – Patrono di Peschici

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La leggenda

In un tempo lontano si narra che un nugolo immenso di cavallette oscurò ad un tratto il sole, distruggendo orti, uliveti, vigneti, campi; persino gli stessi cittadini non potevano uscire fuori di casa. Il clero ed i peschiciani, riunitisi in chiesa perché presi dallo spavento per il minaccioso avvenimento,decisero di indire una processione per implorare la protezione di Sant’Elia, per liberare il paese da questa calamità. Si rispolverò l’antica statua lignea del Santo, abbandonata nella cappella della Madonna delle Grazie, e tutti insieme si avviarono in processione verso il Castello, pregando e piangendo.

Era il mese di luglio e il caldo infuocato del libeccio bruciava il viso e non consentiva l’inoltrarsi della processione; i partecipanti decisero di ritirarsi a pregare in chiesa. Al mattino, sulla spiaggia giaceva «uno strato nero alto circa due palmi di cavallette e i dotti del paese, nel controllarle, scoprirono che, sulle ali erano incise le iniziali ‹I.D.› che interpretarono come ‹IRA DEI› (castigo di Dio). Il Signore aveva voluto punire un popolo avverso alla Chiesa e pertanto, da quel momento – si legge nell’opuscolo – alla fede si aggiunse una venerazione profonda per Sant’Elia: divenne unanime il desiderio che il Profeta diventasse patrono e protettore dl Peschici.

Fonte: Opuscolo, curato nel 1915 dall’arciprete Antonio Carnevale

I festeggiamenti in onore del Santo

Ancora oggi è consuetudine, la mattina dell’11 luglio, data di inizio della novena che termina il 19 a cui segue il 20 la solenne processione, porre la statua di Sant’Elia su un trono riccamente addobbato.Tutti i peschiciani si avvicendano ad onorare il santo e, come una volta, strofinano un fazzoletto che serve a tergere la fronte, il viso e il collo al parenti malati (ma anche ai sani) per auspicarne la guarigione o la preservazione dai mali grazie all’intercessione di Sant’Elia. Durante la processione, si soleva sistemare i malati davanti alla porta di casa per ricevere la benedizione del santo e sperare nella grazia. Se qualche bambino scampava alla malattia, si confezionavano su misura abiti, tipo saio di frate, dai colori giallo e marrone, riproducenti l’abbigliamento del santo, o si cucivano i cosiddetti “abitini” (sacchettini di stoffa contenenti immaginette sacre raffiguranti Sant’Elia) all’interno delle fasciature avvolgenti il corpo dei neonati.

L’oro del Santo

37421179_10217168363463690_3975511541238726656_nPer ringraziare il santo era usanza donare oggetti di valore. In un documento, datato 12 maggio 1920, il vicario curato Giovanni Attilio Ronghi sottoscrive per il sindaco Sante della Torre una nota che comprende gli oggetti d’oro e d’argento in dotazione alla statua di Sant’Elia. Essi comprendono: 82 anelli, 76 paia di orecchini, 44 tra lacci e collane, 61 oggetti vari, per un totale di 263 doni.

 

 

 

La tradizione popolare

Negli anni che vanno dalla fine dell’Ottocento agli inizi del Novecento, la festa di Sant’Elia veniva organizzata e preparata da un anno all’altro e alle spese partecipavano tutti i peschiciani. Scrive Saverio La Sorsa: «A Peschici, durante l’anno, chiunque fa il pane, lascia volta per volta al forno un pezzo di pasta e questi pezzi vengono giorno per giorno uniti insieme, benché di farina eterogenea e ridotti in panetti, i quali sono venduti ad un prezzo più basso del normale; il ricavato è destinato alla festa di sant’Elia, che è il patrono del paese. Per la stessa festa, ognuno che trebbia il grano o frange le olive, o pigia l’uva, preleva dalla sua produzione un po’di grano, di olio o di mosto e l’offre al santo».

Negli anni ‘30 del Novecento, il Comune distribuiva alle famiglie più povere dei buoni per ricevere gratuitamente un pane da 2 Kg. In una nota spese, recuperata nell’archivio comunale e datata 20 luglio 1924, figuravano tra le spese: musica e regalie al maestro (lire 5185.00); albergo 5 solisti e vitto ed albergo maestro (lire 281,50); fuochi pirotecnici lire 2.100,50; fitto illuminazione lire 600,00; energia elettrica lire 860,00; facchini per illuminazione e fuochi; lire 107,00. Il totale delle uscite ammontava a lire 11.109,40. Tra le voci relative alle entrate, figuravano: ricavato pane a tutto il 31 agosto compreso lire 161,90; una sottoscrizione di lire 3.505,50; posteggio al mercato con aumento di pesce e formaggio lire 595,10; aumento vino e carne lire 1541,00; posteggio forestieri lire 485,00; offerta durante la processione lire 165,20; ricavato dell’asta per la portata dei Santi lire 29,50; ricavato di circa 27 tomoli di grano 8 lire 1.059,65. Il totale delle entrate ammontava a lire 10.886,70; il resto di lire. 222,70, in dare, lo si recuperava con altre tassazioni entro il mese di settembre. Per la festa di Sant’Elia, tutto il popolo concorreva alle spese e seppure nella miseria, ogni peschiciano garantiva al meglio il festeggiamento del santo patrono.

Fonte: Uriatinon blog, Teresa Maria Rauzino

Sant’Elia nel mondo

Sant'Elia Profeta a montrealA Montreal ogni anno la comunità peschiciana di emigrati celebra la festa di Sant’Elia Profeta con una solenne processione

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The legend of Saint Elia

Legend says that a whole host of locusts suddenly darkened the sun destroying gardens, vineyards and fields; even the citizens could not go out from their home. So the local clergy and the inhabitant of Peschici – gathered in church because were scared by this happening – decided to convene a procession, imploring the help of Saint Elia for free Peschici from this threat.

The Saint’s ancient wooden statue  – that was abandoned in the chapel of Madonna delle Grazie – was recovered and all together proceeded along with procession, praying and crying.

It was July and the flaming south-west wind was burning so much to not allow the procession to continue, for this reason believers decided to retreat and go to pray in church.

The next morning, a black layer of locust –about two palms in height- was laying on the beach. The learned of the town, when checking what happened discovered that on each wing was engraved <I.D.>, that they explained as  <IRA DEI> (a punishment of God). This meant that God had wanted to castigate an against-to-church population that, from then on, linked faith with a deep worship for Saint Elia. Because of that, everyone wanted the Prophet as a patron saint of Peschici.

From: Panegirico Sant’Elia Profeta, 1915, edited by archpriest Antonio Carnevale

Festivity in honour of Saint Elia

Nowadays it’s still an habit, on the 11th of July, to put the statue of Saint Elia on a richly adorned throne. On this day “novena” starts: nine days of prayers ending on the 19th of July and followed by a solemn procession on the 20th of July.

All people from Peschici are going to pay homage to the Saint and to caress the statue with a tissue that will serve to help sick people for their recovery and protect every other from evil, thanks to Saint Elia’s sake. In fact, during procession the infirm were placed in front of their houses to receive the blessing. Moreover, if some child survived the disease, it was a custom to wear a tailor-made tunic similar to that of the Saint; in case of infant, were hand-stitched the so-called “abitini” – a little cloth bag containing sacred images of Saint Elia- placed inside their swaddling cloth.

The Saint’s gold

It was the custom to donate valuable objects to thank the Saint. As a testimony to that, there is a document dated 12 May 1920 where curate Giovanni Attilio Ronghi submits a note for the mayor at the time – Sante Della Torre- concerning gold and silver objects belonging to Saint Elia’s statue. These included 82 rings, 76 pair of earrings, 44 necklaces and 61 other various object for a total of 263 gift.

Popular tradition

In the late 19th and early 20th centuries, festivity in honour of Saint Elia were organized from one year to the next and all citizens contributed to the costs. Saverio La Sorsa wrote: << During the year, if somebody had made bread, they would have left a little bit to the bakery. These pieces of bread were sold at lower prices and the proceeds would have been donated to Saint Elia’s festivity. In the same way, if someone had threshed wheat, had harvested olives or had crushed grapes, they would have given a portion to the Saint.>>

In the 1930s, the town hall used to distribute to poor families some vouchers for a free 2 kilos of bread. It was retrieved an expense report dated 20 July 1924, where were provided: music and maestro’s gift, lire 5.185.00; accommodation for 5 soloists and room and board for maestro, lire 281,50; fireworks lire 2.100,50; lighting rental lire 600,00; electricity lire 860,00; lighting and fireworks porters lire 107,00. The sum total of the expenses was lire 11.109,40. On the other hand, in the income register were reported: bread proceeds to 31 August lire 161,90; a subscription of lire 3.505,50; market stands with cheese and fish increasing lire 595,10; wine and meat increasing lire 1541,00; foreigners parking space (it means that during festivity were coming street vendors from other towns) lire 485,00; offering to the procession lire 165,20; profits from the auction lire 29,50; 27 “tomoli di grano” (that refers to an old unit of measure for wheat) sales proceeds lire 1.059.65. Total income lire 10.886,70. Debit of lire 222,70 was covered by September using other taxation. For Saint Elia festivity, the entire population contributed to the success of the celebration even in poorness.

(From: Uriatinon, Teresa Maria Rauzino)

Saint Elia in the world

Every year on the 20th of July the Peschici’s community in Montreal (Canada), celebrates Saint Elia with a solemn procession.

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